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> Home > Sezione A > Santi Arcadio, Pascasio, Probo, Eutichiano e Paulillo Condividi su Facebook Twitter

Santi Arcadio, Pascasio, Probo, Eutichiano e Paulillo Martiri

13 novembre

Martirologio Romano: In Africa, commemorazione dei santi martiri spagnoli Arcadio, Pascasio, Probo ed Eutichiano, che, non tollerando in nessun modo di asservirsi all’eresia ariana, furono dapprima defraudati dei loro beni dal re dei Vandali Genserico, poi mandati in esilio e sottoposti ad atroci torture e, infine, trucidati con diversi generi di martirio. Rifulse nella circostanza anche la fermezza del piccolo Paolillo, fratello di Pascasio ed Eutichiano, che per la sua tenace determinazione nel mantenersi nella fede cattolica fu a lungo percosso a colpi di bastone e poi condannato alla più vile schiavitù.


Santi ARCADIO, PASCASIO, PROBO, EUTICHIANO, e PAULILLO, martiri in AFRICA.

Il Chronicon di Prospero celebra il martirio di quattro ufficiali spagnoli e del fratellino di due di essi avvenuto in Africa per ordine di Genserico, re dei Vandali. Floro di Lione, rifacendosi a questa notizia, ha inserito i martiri nel suo Martirologio al 12 novembre. Usuardo, invece, ne ha spostato la festa al 13 novembre, data accolta dal Martirologio Romano; ma entrambe le date sono arbitrarie e noi non conosciamo né il luogo né il giorno della loro morte.
Da una lettera di Antonino Onorato, vescovo di Cirta ad Arcadio in esilio, sappiamo che quest'ultimo era sposato e possedeva una notevole fortuna. Pascasio ed Eutichiano erano fratelli e assieme ad Arcadio e Probo servivano nell'esercito di Genserico quando questi, nel 437, ordinò loro di farsi ariani. Essendosi i quattro rifiutati, Genserico li esiliò, poi li fece arrestare e torturare e, infine, li mise a morte. Paulillo, fratello di Pascasio e di Eutichiano, per la sua intelligenza e bellezza era molto caro a Genserico che, con blandizie prima e minacce poi, tentò di indurlo ad abbandonare il cattolicesimo. Ma neanche le più violente percosse valsero a piegare Paulillo e Genserico, non volendo macchiarsi le mani del sangue di un fanciullo, lo condannò a una durissima schiavitù.


Autore:
Tommaso Spidlìk


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

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Aggiunto/modificato il 2011-08-10

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