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Beato Riccardo di Sant'Anna Francescano, martire

10 settembre

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Ham sur Heure, Belgio, 1585 - Nagasaki, Giappone, 10 settembre 1622

Emblema: Palma


Il futuro martire del Giappone Riccardo di S. Anna era scampato ad una morte violenta quand’era bambino. Grazie all’intercessione della madre della Vergine Maria era sopravissuto alle gravi ferite causate da un lupo e proprio in segno di ringraziamento aggiunse al suo nome quello della santa. Era nato in Belgio, ad Ham sur Heure, nel 1585 ma, giovanissimo, si trasferì a Bruxelles per apprendere la professione di sarto. A diciannove anni ebbe una grave crisi religiosa dovuta alla tragica morte di un coetaneo e decise di entrare tra i Minori francescani di Nivelles. Riccardo fece la professione il 22 aprile 1605.
Il giovane frate aveva già alle spalle l’esperienza di un’attività professionale e, ritenuto abile negli affari, fu mandato dai superiori a Roma per il disbrigo di alcune pratiche. Nella città eterna invece incontrò un gruppo di religiosi che si apprestavano a partire per evangelizzare il Giappone. Frate Riccardo aderì al progetto pieno di entusiasmo.
Il viaggio verso l’estremo oriente fu lungo e faticoso. La prima meta fu il Messico, poi le Filippine (1611) dove si fermò due anni per perfezionare gli studi di filosofia e teologia e poter essere ordinato sacerdote. Giunse quindi finalmente in Giappone ma purtroppo, nel paese, il clima verso i missionari era molto ostile e il frate fu costretto a tornare a Manila. Due anni dopo si recò nuovamente nel paese “del sol levante”, spacciandosi per mercante. Esercitò il suo ministero tra molti pericoli, prodigandosi per i cristiani che erano costretti a vivere la propria fede nella clandestinità. Avvertito da un frate domenicano che la sua attività era ormai a conoscenza delle autorità e che correva un serio pericolo di vita, Riccardo non volle fuggire e rimase tra i suoi fedeli. Fu arrestato proprio mentre confessava. Rinchiuso nelle carceri di Nagasaki e poi in quelle di Omura, condivise la prigionia con alcuni cristiani ed ebbe, almeno, il conforto di condividere con essi alcuni momenti di preghiera. Trasferito nuovamente a Nagasaki (settembre 1622), con alcuni compagni, incatenato come una bestia, passò la notte precedente al martirio in una gabbia, sotto una pioggia torrenziale. Il mattino seguente, legato ad un palo, fu arso a fuoco lento insieme ad altri ventuno compagni. Altri trenta vennero invece decapitati. I Martiri del Giappone furono beatificati da Papa Pio IX nel 1867. Riccardo di Sant’Anna è commemorato nel giorno della sua morte avvenuta il 10 settembre 1622.


Autore:
Daniele Bolognini

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Aggiunto/modificato il 2007-09-28

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