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Sant' Eutichiano Papa

8 dicembre

m. 283

(Papa dal 04/01/275 al 07/12/283)
Nato a Luni, papa dal 4 gennaio 275 al 7 dicembre 283, fu sepolto nella Cripta dei Papi nel Cimitero di Callisto. Innocenzo X donò le reliquie di S. Eutichiano al nobile sarzanese Filippo Casoni, il quale, nominato vescovo di Fidenza nel 1659, le portò con se, destinandole, dopo la sua morte, alla cattedrale di Sarzana, dove si venerano a tutt’oggi.
Nel suo pontificato combattè l’eresia dei Manichei ed ebbe un particolare culto per i martiri. Ordinò che venissero tumulati, in segno di distinzione, con una dalmatica rossa o con la veste detta “colobia”. In prima persona partecipò alla sepoltura di 342 testimoni della fede e nella prima versione del Liber Pontificalis egli stesso viene definito martire.
E’ così riportato dal Martirologio Romano alla data 7 dicembre: A Roma il beato Eutichiano papa, che in diversi luoghi seppellì con le sue mani trecentoquarantadue Martiri; dei quali poi divenuto anch’egli compagno, sotto l’Imperatore Numeriano, fu coronato col martirio, e sepolto nel cimitero di Callisto.

Patronato: Marinella di Sarzana (SP)

Martirologio Romano: A Roma nel cimitero di Callisto sulla via Appia, deposizione di sant’Eutichiano, papa.


Le reliquie di questo antico Pontefice non si trovano a Roma, ma a Sarzana, nella bella cattedrale gotica della città che è centro della Lunigiana, nodo di strade e ferrovie e, un tempo, caposaldo di grande importanza strategica tra Liguria, Toscana ed Emilia, allo sbocco della strada della CIS, talché fu contesa a lungo tra Pisani e Lucchesi, Fiorentini e Genovesi'.
~ assai interessante ricordare la storia di come le reliquie di Sant'Eutichiano Papa giunsero a Sarzana, dove esiste, sempre nella cattedrale, una imponente statua marmorea dedicata a questo personaggio. Non solo, ma il Santo è anche Patrono della parrocchia che comprende l'antica Luni, o meglio le rovine di quella che fu, un tempo, una delle più splendide città della costa tirrenica.
Proprio a Luni, infatti, Eutichiano sarebbe nato nella prima metà del III secolo, ed è comprensibile che questa città si gloriasse di aver dato i natali a un Pontefice di alta statura, anche se di nebulosa storia, successore di San Felice sulla Cattedra romana.
Dopo la sua morte, verso il 283, Eutichiano era stato deposto nelle Catacombe di San Callisto, lungo la Via Appia, e precisamente nella celebre cripta dei Papi. Nel secolo scorso, il grande archeologo De Rossi ne trovò la lastra tombale, con il nome.
Per molti secoli le reliquie del Pontefice restarono a Roma, finché un gentiluomo di Sarzana, Filippo Casoni, non le chiese con insistenza al Papa Innocenzo X, per poterle riportare nella terra natale del Santo, se non proprio nella città di Luni, distrutta, come sappiamo, dai Normanni.
Innocenzo X trovò giusta quella richiesta e concesse le reliquie. Quando Filippo Casoni, nel 1659, divenne Vescovo di Fidenza, si portò dietro le reliquie del Santo, che però non erano destinate a restare in Emilia. Quando infatti il Vescovo Casoni morì, le destinò per testamento alla cattedrale di Sarzana, dove finalmente il sacro deposito terminò le proprie peregrinazioni.
Questa curiosa vicenda fa stranamente contrasto con l'episodio saliente ricordato sul conto del Papa Eutichiano. Pare infatti che egli, nell'intervallo tra due persecuzioni, abbia dato cristiana e onorata sepoltura, a Roma, ai corpi di ben 342 Martiri, quasi per fissar loro una dimora che, almeno nelle sue previsioni, avrebbe dovuto essere permanente e definitiva.
L'episodio, riferito dalla tradizione, non è certo; come non son certe le altre, poche notizie pervenuteci circa l'attività di questo Pontefice, come l'introduzione dell'uso di far benedire, dopo il Canone della Messa, frutta e altri cibi, comprese fave e uva.
Anche le tradizioni che fanno di Papa Eutichiano un Martire sono erronee, dovute al desiderio di onorare maggiormente l'antico Pontefice. Non vi furono persecuzioni, a Roma, negli anni del Pontificato di Eutichiano, e i documenti più antichi lo ricordano tra i Vescovi, ma non tra i Martiri.
Forse, anche su questa tradizione influì il ricordo dei 342 Martiri che Eutichiano avrebbe seppellito con le proprie mani, non senza aver prima avvolto i loro corpi in tuniche di porpora, simili a regali mantelli della loro sanguinosa gloria.


Fonte:
Archivio Parrocchia

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Aggiunto/modificato il 2001-10-25

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