Educato in Roma, aggiunge l'Ughelli, S. Benigno tenne la sedia milanese dal 470 al 477, e durante il suo episcopato restaurò molte chiese distrutte dal gotico Odoacre. L'Ughelli porrebbe S. Benigno de' Bossi, successore nella sede Arcivescovile di Milano di S. Geronzio. Fu molto accanita la contesa che nel secolo XVII ci fu intorno alla famiglia di S. Benigno, Vescovo di Milano del secolo V, se fosse cioè dei Bossi o meglio dei Bensi di Como, lite che in quel tempo fu seriamente giudicata dalla Corte di Roma in favore dei primi, per un suggello che i BOSSI avevano presentato, già rinvenuto nel 1582 entro l'urna del presule, seppellito nella chiesa di S. Simpliciano, quando S. Carlo Borromeo ne riconobbe le ceneri. Al qual proposito aggiunge il Fumagalli, che l'argomento del suggello (un sigillo di ferro antichissimo recante per insegna il bue - stemma della casata dei Bossi-con inciso Benignus Bossius Episcopus Mediolanensis), determinò nel 1617 la scelta dei giudici romani a darla vinta ai Bossi. Una raffigurazione di S. Benigno la si può ancora notare nella cappella di destra della chiesa parrocchiale di Azzate. Le notizie più antiche su S. Benigno Bossi ci sono date da una composizione in versi di Ennodio, vescovo e scrittore di Pavia all'inizio del VI secolo. Essa suona così: "S. Benigno mise a disposizione il suo cuore nel vegliare il Signore sul far del giorno e ringraziò l'Altissimo di averlo creato. Così il Signore grande volle riempirlo di intelligenza. Mise da parte il linguaggio della sua sapienza ed essa non si cancellerà nei secoli. Non svanirà la sua memoria e il suo nome verrà ricordato di generazione in generazione". Ennodio riesce poi a dedurre ingegnosamente dal nome stesso di Benigno una serie di elogi, ma non ci fornisce alcun dato sulla sua vita, tranne il fatto della sua partecipazione ad un Concilio non ben identificato. In ogni caso é noto, da altre fonti, che il Vescovo di Milano ricoprì il suo mandato con avvedutezza e lungimiranza. Pare certo, come risulta dal documento che mi appresto a trascrivere, che i Bossi si impegnarono a pagare le spese della festa (cadente il 20 novembre) in onore di Benigno. Il documento che attesta ciò è datato 20 novembre 1734. "Sono lire cento ottanta, dico L. 180, moneta di Milano, che io infrascritto confesso aver ricevuto dall'ill.mo sig. conte don Giulio Cesare Bosso, quali sono per solenizzare la festa di S. Benigno che corre in conto oggi giorno 20 novembre 1734, et in fede don Luigi Confalonieri, vicario della Sagrestia di S. Simpliciano di Milano". Riferendomi al Morigia, si vuole che fosse pure un rappresentante dei Bossi un certo Ansperto, arcivescovo di Milano, morto nell'882, al quale si deve la costruzione della chiesa di S. Satiro. Anche Ansperto Bossi é affrescato nella chiesa parrocchiale di Azzate, giusto di fronte a S. Benigno.
Spunti bibliografici a cura di
LibreriadelSanto.it
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I santi di Benedetto XVI. Selezione di testi di Papa Benedetto XVI,
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Come riconoscere i santi e i patroni nell'arte e nelle immagini popolari,
Jaca Book, 2007 - 237 pagine
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- Dardanello Tosi Lorenza,
Storie di santi e beati e di valori vissuti,
Paoline Edizioni, 2006 - 208 pagine
- Butler Alban,
Il primo grande dizionario dei santi secondo il calendario,
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Trenta santi più uno. C'è posto anche per te,
San Paolo Edizioni, 1990 - 220 pagine
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Aggiunto il 2001-11-20
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